suini

 

CREMONA – Protagonisti del proprio futuro. E’ quello che i suinicoltori vogliono essere e che potranno essere se, numerosi, aderiranno al Consorzio di Garanzia del Suino Italiano, un progetto che, ieri 27 ottobre, è stato illustrato a Italpig (CremonaFiere, 26-29 ottobre 2016) davanti al pubblico delle grandi occasioni e che riguarda la produzione del suino nato e allevato in Italia. Erano infatti tanti gli allevatori che hanno voluto conoscere i dettagli di questa iniziativa che ha saputo raccogliere il plauso e soprattutto l’appoggio di tutte le Organizzazioni sindacali, Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Copagri, dell’Anas (Associazione nazionale allevatori suini) e per ora di due macelli cooperativi.

ITALIA “COMPARSA” SUI MERCATI «Purtroppo – ha spiegato nel suo intervento Giuseppe Ferrari, allevatore e strenuo sostenitore del progetto legato al Consorzio – pur producendo un maiale di altissima qualità com’è quello destinato al circuito della Dop, allevato nel rispetto delle più rigorose normative vigenti, il nostro ruolo è relegato a quello di comparse in un film dove i protagonisti sono altri. Pensiamo che occorra ristabilire un equilibrio e solo con la costituzione del Consorzio di Garanzia del Suino Italiano questo potrà accadere. Infatti, il marchio che caratterizzerà il nuovo ente di tutela sarà il marchio degli allevatori e certificherà la qualità dell’intero processo produttivo». Nessuna contrapposizione con i marchi Dop a cominciare da quelli che identificato i prosciutti crudi del circuito tutelato, Parma e San Daniele in testa, bensì una ulteriore valorizzazione che coinvolgerà l’intera carcassa suina. Ferrari ha poi annunciato che entro la fine di quest’anno il Consorzio verrà ufficialmente costituito in modo da essere operativo a partire dal 2017.

CALO DELLE SCROFE «E’ un progetto che Anas appoggia in pieno – è stata la riflessione di Andrea Cristini, presidente dell’Associazione nazionale allevatori suini – perché può essere alternativo sia per chi produce per il circuito tutelato sia, soprattutto, per chi ne è fuori. La drastica riduzione delle scrofe prodotte per il circuito della Dop che abbiamo dovuto registrare nelle porcilaie italiane in questi ultimi anni, passate da 746mila unità nel 2009  a poco più di 445mila nel 2015, lascia intendere che con un progetto come quello del Consorzio di Garanzia del Suino Italiano questo trend negativo potrà, seppure lentamente, essere invertito».

LA MACELLAZIONE DICE SI’ Anche per Davide Calderone, direttore di Assica (Associazione industriali delle carni e dei salumi) la nascita del Consorzio di Garanzia del Suino Italiano sarà un fatto positivo «a cui il mondo della macellazione plaude fin da ora e con il quale intende collaborare perché proprio con esempi positivi come questo si può rispondere concretamente agli attacchi mediatici sempre più ricorrenti che vengono indirizzati al settore zootecnico italiano».

CONSUMI NAZIONALI ED EXPORT «Negli ultimi mesi le quotazioni dei suini grassi hanno conosciuto un andamento positivo – ha dichiarato Andrea Rossi, ricercatore del Centro ricerche produzioni animali di Reggio Emilia (Crpa) a cui è stato affidato il compito di stilare il Disciplinare di produzione per i suini che verranno allevati all’interno del Consorzio di Garanzia del Suino Italiano – ma nelle ultime settimane il trend ha iniziato a invertire la rotta. E’ un segnale che non deve essere sottovalutato e che invece va sfruttato per ridare vigore ai consumi nazionali e incrementare quella quota di export che nel 2015 ha conosciuto un valore di 165.250 tonnellate avviate oltre confine (+10,7%) per un fatturato di 1,352 miliardi di euro (+7,1%) (Fonte Assica su dati Istat, ndr). Il progetto del Consorzio di Garanzia del Suino Italiano va proprio in questa direzione».

(foto gisimage)