Può succedere, in allevamento come in natura, che la scrofa che ha appena partorito non abbia latte sufficiente a sfamare i piccoli. Un inconveniente che porterebbe alla perdita della nidiata, se non intervenisse la scrofa/balia. Si tratta, come dice il nome, di una fattrice particolarmente dotata di latte che si prende cura dei suinetti che hanno difficoltà ad essere nutriti dalla madre naturale. Questo può avvenire per svariati motivi, basta anche una banale influenza della “puerpera” per compromettere la lattazione di un’intera nidiata, cioè in media una dozzina di maialini. Se in natura questo significherebbe morte certa per i cuccioli, in un sistema di allevamento organizzato come Cura Natura i suinetti hanno la possibilità di sopravvivere. Il risultato si deve ad una serie di accorgimenti, mutuati da Cura Natura da esperienze dall’estero e perfezionati “sul campo”, che predispongono la scrofa a produrre più latte da condividere con più nidiate e i suinetti ad accostarsi con fiducia ad una madre “adottiva”.
Da una metodologia appresa in Danimarca, si utilizza per esempio di una miscela contenente piccole quantità di birra, dagli effetti galattogeni e tranquillizzanti, da somministrare alla scrofa nella fase del parto. Un altro elemento naturale, l’aceto, viene usato in percentuale in una soluzione da strofinare sul muso di scrofe e suinetti, per neutralizzare gli odori e quindi favorire l’avvicinamento della scrofa ad un cucciolo non suo; la stessa cosa per il piccolo, che si unisce agli altri “fratelli” anche se di madre diversa.
Durante i 28 giorni della lattazione si creano insomma famiglie “allargate” grazie alla produzione particolarmente generosa della scrofa che nel suo box di degenza post parto (necessario per garantire tranquillità, evitare i conflitti di branco e lo schiacciamento dei cuccioli) si prodiga per erogare il prezioso alimento ad una prole più numerosa di quella da lei partorita.
“Da tempo abbiamo messo a punto questo metodo – dichiara Maurizio Ferri amministratore delegato di Cura Natura – che senza traumi e stress per gli animali e con interventi del tutto naturali favorisce la sopravvivenza e la salute delle nidiate. Il benessere animale rimane al centro delle nostre continue ricerche, a partire dai momenti delicatissimi del parto e dell’allattamento che danno l’imprinting a tutte le fasi successive”.
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